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Matthieu Ricard

Matthieu Ricard, l’uomo più felice del mondo ha la mente leggera

L’uomo più felice del mondo. Ci pensate alla meraviglia di questa definizione? Alzi la mano chi vorrebbe essere la persona più felice sulla faccia della terra. Le vedo le vostre mani alzate, le vedo tutte. Ma noto anche l’espressione del viso che traduce due domande: “Ma come si fa?” e “E’ veramente possibile?”. Per prima cosa è possibile e questa magia porta il nome di Matthieu Ricard, 69 anni, francese, monaco buddista laureato in genetica delle cellule. Quanto al come si fa la scienza ci viene in aiuto.

Come fai a restare sempre positiva anche nelle difficoltà?

Quando cominci un percorso di crescita personale sai che stai migliorando notevolmente la tua vita. Sai anche che stai imparando degli strumenti che ti torneranno utili nella quotidianità ma, soprattutto, nei momenti più difficili. Peccato che proprio in quei momenti ti scordi tutto. Succede che una sfida si presenta davanti a te e tu non sai come affrontarla. Passi dal momento di confusione alla rabbia fino alla delusione e all’apatia. Ma quegli strumenti sono dentro di te e sono pronti ad aiutarti. Devi solo permetterglielo. Qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio da una lettrice. La sua domanda era: “Come fai a restare sempre positiva anche nelle difficoltà?”.

A Londra il Museo della Felicità

Tre giorni. E’ la durata di questo esperimento straordinario: tre giorni di pop-up per un Museo della Felicità. Accade a Londra dal 16 al 19 gennaio. Una di quella occasioni in cui si possono ricevere ispirazioni che cambiano la vita. La tre giorni, infatti, sarà ricca di stimoli, incontri e momenti per riscoprire la propria gioia interiore.

Buoni propositi 2016: una sola parola

Ogni anno questi sono i giorni in cui la nostra mente è un frullatore di buoni propositi per l’anno nuovo. Siamo tutti presi dalla pianificazione degli obiettivi. Ma poi? Cosa accade dopo qualche tempo? La maggior parte di questi traguardi decade e la nostra vita riprende ai ritmi dell’anno precedente. Non è sempre cosi, ma è spesso cosi. E, badate bene, non sto dicendo che non vale la pena occuparsi dei buoni propositi o pensare alle nuove abitudini per il nuovo anno. Vorrei solo dirvi che potremmo diventare più concreti con qualche piccola variazione sul mood di questi giorni. Vi racconto cosa ho imparato.

5 consigli per un Buon Natale!

Arrivato…il Natale è qui. Atteso da molti, criticato da altri. Io appartengo alla prima categoria. A me piace: le lucine, l’atmosfera, le giornate in famiglia, i sapori, i messaggi di auguri. Insomma, perchè non dovrebbe piacermi? Troppa frenesia? Ma mica ci viene imposta, la generiamo noi! In fondo i regali potremmo farli mesi prima oppure non farli materiali come consigliavo in un altro post. Quanto allo stress di stare in famiglia che molti accusano…che dire… io non lo trovo stressante. Per chi è come me e per chi invece è cinico in merito a questa festa, ecco cinque consigli per vivere al meglio questa giornata. Ecco cominciamo da qui: Buon Natale!

Natale: ha un senso o è solo una festa obbligata?

Dallo scorso weekend siamo ufficialmente entrati nel periodo natalizio. Nelle case sono stati allestiti i presepi e gli alberi di Natale, i mercatini in giro per l’Italia e l’Europa hanno accolto tanti visitatori, le città sono piene di luci colorate. E’ festa. Ma quanto ci sentiamo obbligati a partecipare e quanto, invece, questi giorni assumono significato per noi? E’ una riflessione che faccio da alcuni giorni.

Perché ho scritto un libro sulla gratitudine.


La vita ci offre tanti momenti di crescita. Spesso bellissimi, a volte dolorosi, altre volte semplicemente decisivi. Se 3 anni fa avessi pensato di essere come sono oggi non ci avrei creduto. Io cosi insicura, con un’autostima bassa, poco tempo per me stessa e in balia del giudizio altrui. Io cosi poco consapevole di quel che la vita mi aveva donato. Fra pochi giorni esce il mio libro “Dire, Fare…Ringraziare” e questo è un ottimo momento per fare un bilancio. Anzi, il momento del bilancio è iniziato quando ho cominciato a pensare a questo libro. Quando ho realizzato che ciò che volevo donare della mia esperienza poteva essere riassunto con una parola: gratitudine.

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