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Serendipity: un fortunato imprevisto. La magia delle coincidenze.

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Non chiedetemi come mai ma ogni volta che mi sono imbattuta nel film “Serendipity” non l’ho mai visto. Lo conosco da sempre, ricordo la locandina. Vederlo, no. Non so perché. L’altra sera però sono uscita con la mia amica Viviana e le ho detto “vorrei vederlo”. Bene, rientrata a casa l’ho trovato registrato su MySky… un caso? Forse un errore? Come sia accaduto poco importa. Io ho deciso che andava visto. Anche se erano già le 23. Sono certa l’avrete visto in molti quindi non sto a recensire questa pellicola che risale ai primi anni del 2000. Parliamo invece della parola “serendipity”. Un suono meraviglioso.

Affermazioni positive, strumenti per cambiare il presente e vivere felici

thinkpositiveQuello delle affermazioni positive è il primo universo in cui ci si imbatte quando si comincia al percorrere la strada verso il pensiero positivo che conduce dritto dritto alla felicità. Sono degli strumenti potenti, anzi potentissimi. Quelli con cui dobbiamo immediatamente familiarizzare per far si che la nostra vita possa cambiare. Sono loro, infatti, a far si che il nostro cervello cominci a cambiare attitudine. E con lui, ormai lo sappiamo, cambiano anche gli eventi, le relazioni, l’atteggiamento… il presente insomma.

Routehappy.com: la felicità vola anche sopra le nuvole

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E se prima di scegliere un volo mettessimo in pista il fattore felicità? Ci avete mai pensato? Io si. Ho sempre immaginato un momento in cui avremmo potuto scegliere il volo più adatto alle proprie esigenze. Oggi si può. Fermo restando che il fattore happiness nella scelta di un volo è assolutamente soggettivo, il sito Routehappy.com ha pensato a tutte le più normali esigenze dei viaggiatori. Siano essi business traveller o turisti.

Virgin America cambia tono alle informazioni di sicurezza in volo

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Salire a bordo di un aereo non è cosa entusiasmante per tutti. Personalmente amo volare e mi rilasso anche molto. Sarà che mi capita spesso per lavoro o che semplicemente mi piace. Attorno a me, però, noto spesso persone con il viso tirato e libro alla mano dove tuffarsi a capofitto non appena il personale di volo si allaccia le cinture pronti al decollo. Queste stesse persone sono quelle che ascoltano le informazioni di sicurezza del volo con aria preoccupata. Alcuni tentano di non perdersi una parola e un gesto, altri preferiscono non pensarci. Quelli più sereni le trovano noiose. Quanto al personale della compagnia, beh, anche per loro non è un bel momento. Sanno bene la reazione dei passeggeri: hanno tutti i volti – quelli alzati – che li guardano con sorrisino del tipo “ma tanto se l’aereo precipita figurati se mi ricordo tutte queste cose”. Il teatrino è un pò sempre questo. Non, però, se vi trovate su un volo della Virgin America.

I gradini meglio delle scale mobili se sono più divertenti

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Fate moto, ci dicono da ogni parte. Bastano piccoli cambi di abitudine per iniziare a muoversi di più senza pensare necessariamente alla palestra. Uno dei consigli è quello di scegliere i gradini anziché le scale mobili. Ma chi lo fa? In pochi. A Stoccolma hanno pensato di ingegnarsi e creare un divertimenti che potesse stimolare le persone ad abbandonare le scale mobili a favore delle scale tradizionali.

Famiglia è dove c’è amore

Ogni mattina leggo il Buongiorno di Massimo Gramellini su LaStampa.it. Amo la sua scrittura e il suo modo di entrare nella testa e nei sentimenti di tutti noi. Questa mattina però mi stavo perdendo le sue meravigliose parole. Il mio amico Lino – che qui avete letto diverse volte e che ringrazio – mi ha prontamente scritto invitandomi a leggerlo per trarre spunto per una good news. Ho lasciato quel che stavo facendo e mi sono precipitata sul sito del giornale. Ancora una volta mi sono resa conto di come nulla accada per caso. Già, perché Gramellini mi ha risvegliato nella mente un tema che avrei voluto affrontare nei giorni scorsi. Lo avevo messo da parte, forse aspettando il momento giusto che, a quanto pare, è arrivato oggi. Il tema è : la famiglia.

Quel giorno è arrivato. Quel giorno, se ci credi, arriva sempre.

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Racconto spesso – non so se l’ho già fatto qui – che quando ero piccola a chi mi chiedeva cosa avrei fatto da grande rispondevo “io voglio leggere, scrivere e viaggiare”. Ho lavorato tanto perché accadesse, ci ho creduto e sono diventata giornalista. Mi occupo principalmente di turismo, quindi viaggio. Poi ho cominciato a sognare di entrare un giorno in una libreria e trovarvi una copertina con il mio nome. Ho sempre immaginato la scena: io entro con il cuore palpitante, mi avvicino al reparto giusto e la trovo subito. Lui, il mio libro, è li che mi osserva. Lo prendo in mano, sorrido, il mio cuore batte a mille. Lo sfoglio e – come faccio sempre – sento il profumo della carta. Solo che questa volta è la carta del libro che io ho scritto. Vado alla cassa, lo compro con il sorriso stampato sul viso. Esco orgogliosa.

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