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La gratitudine costruisce un ponte verso gli altri

Sin da quando iniziamo a parlare, una delle prime cose che la nostra famiglia ci insegna è dire “grazie”. Questa abitudine alle buone maniere è inconsapevole e spesso non è vissuta come uno strumento per allenare la propria felicità. Crescendo manteniamo il nostro grazie, lo alimentiamo e – a tratti – lo rendiamo più consapevole. Ma non basta. Recenti studi condotti tra gli altri da Sara Algoe, psicologa e docente dell’Università del North Carolina, mostrano come sia fondamentale aggiungere il Tu al nostro grazie.

Viviamo nell’epoca più pacifica della storia dell’umanità e non lo sappiamo.

Siamo nell’era più pacifica della storia dell’umanità. La prima volta che ho letto questa frase l’istinto è stato quello di rispondere “ma non è possibile” . Poi la curiosità mi ha portato ad approfondire. Ad affermare che siamo riusciti a creare il mito della violenza pur vivendo in un’epoca pacifica rispetto ai fatti storici è Steven Pinker, scienziato cognitivo americano che ha completamente sovvertito il concetto di violenza cosi come lo abbiamo reso nostro.

Le brave persone esistono

Le brave persone esistono. Qualche tempo fa riflettevo su questo pensiero mentre a cena con amici ho avuto la sensazione che l’idea comune fosse che l’umanità sia diventata un covo di squali che sono pronti a fare di tutto per toglierti il pane di bocca. Ci siamo talmente abituati a pensare in questo modo che abbiamo fatto nostra l’idea che non sia possibile muoversi nel mondo con un atteggiamento differente.

Quando mi hanno detto “credici”

Me lo ricordo ancora quel giorno. E’ ben chiaro nella mia mente. Mi trovavo in una libreria dove ancora oggi amo andare per acquistare i miei libri. Mi piace lo spazio, la cura, il personale. E’ un ambiente familiare per me che sa sempre donarmi belle suggestioni. Quel giorno vi sono entrata come mille altre volte cercando un libro che mi era stato consigliato. Ma è successo qualcosa di diverso. E’ successo che quel giorno prendesse vita una grande opportunità per me. Non lo sapevo allora ma avrei incontrato la parte di me che sceglieva di crederci. Crederci davvero.

Scegliamo di tornare al cuore: è li che troviamo le risposte

Siamo cosi convinti di dover trovare la felicità altrove che perdiamo di vista un dono preziosissimo che abbiamo dentro di noi: il nostro cuore. E’ li che dobbiamo tornare:  al centro della nostra anima. In quel luogo profondo dove possiamo trovare le risposte, il conforto, l’illuminazione e la leggerezza. Tornare al cuore è un passo importante da compiere per raggiungere uno stato di benessere immediato.

Gratitudine e adolescenti: un legame possibile

«Cara Assunta, vorrei coinvolgere mio figlio adolescente in un percorso di gratitudine». Numerose sono le mail che ricevo da parte di genitori desiderosi di passare ai propri figli l’abitudine alla gratitudine. Quando incontro una mamma o un papà che mi guardano dritto negli occhi e mi dicono: «aiutami a fargli scoprire la gratitudine» sento sempre un forte tuffo al cuore. Perché gli adolescenti ci appaiono incomprensibili, complicati e poco collaborativi. In realtà sono anime in trasformazione che hanno solo necessità di essere ascoltate. Esiste un modo diverso per aprirsi ai ragazzi? E per creare un legame tra gratitudine e adolescenti? Esiste.

Tenere un diario personale: l’abitudine efficace

Scrivere. Dobbiamo tornare a scrivere. Abbiamo perso l’abitudine della scrittura a mano e questa è una mancanza per la nostra mente, le nostre emozioni e la nostra qualità della vita. Va bene tenere l’agenda sullo smartphone o prendere appunti sull’app Notes, ma inseriamo tra le nostre abitudini quotidiane dei momenti di scrittura a mano. Tenere un diario è quella più semplice, pratica ed efficace. Lo dicono anche grandi nomi del passato.

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