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Il segreto di Leonardo Da Vinci

Leonardo Da Vinci aveva due grandi credo: “ogni cosa è connessa” e “il passato è il prologo”. Ed è questo che lo ha reso l’uomo d’ingegno del Rinascimento Italiano. Il talento universale Da Vinci aveva un’abitudine ben consolidata quando si metteva al lavoro: prima visualizzava ripetutamente ciò che voleva realizzare e poi dava vita alla sua creazione.

Leggere: l’abitudine che accomuna i grandi ispiratori

Ogni persona è unica. Ogni storia ha la sua strada. Ogni esperienza si costruisce sui propri passi. Esistono però alcune abitudini comuni a chi nella vita riesce ad avere successo. Una di queste è la lettura. Bill Gates ha recentemente affermato che pur avendo la fortuna di incontrare tante persone interessanti nella sua vita, i libri restano il miglior strumento per esplorare I temi che più amiamo. 50 libri all’anno, questa è la media di Gates che trova ottimi compagni di viaggio in questa sua abitudine tra cui Elon Musk e Mark Zuckerberg.

Cosa ho imparato dagli adolescenti

In questo 2017 ho avuto una grande opportunità: relazionarmi con gli adolescenti in tema di gratitudine e giornalismo. Vi confesso che prima di iniziare questo percorso di esplorazione dell’età teen ero fortemente a disagio. Come ci si relaziona con un adolescente? Era questa la domanda costante nella mia mente. Una domanda che nasceva certamente da alcune credenze che ho visto crollare dopo la prima ora di confronto con loro. Alla fine di questo anno posso dire che gli adolescenti che ho incontrato sono stati grandi maestri per me.

Come la gratitudine modifica il nostro cervello. Un nuovo studio

La gratitudine ci fa stare bene. Questa affermazione ha trovato conferma in diversi studi scientifici effettuati negli ultimi 20 anni. Ma perché? Questa domanda è stata oggetto di nuovi studi effettuati da un gruppo di ricercatori dell’Indiana University guidati da Joel Wong e Joshua Brown. Il loro obiettivo, in questo nuovo studio, è stato quello di comprendere come la gratitudine modifica il nostro cervello.

La libertà di sentirsi soddisfatti di se stessi

“Non essere mai soddisfatta dei tuoi risultati cosi potrai raggiungere sempre di più”. Mi sono sentita dire questa frase più volte durante il mio percorso di studio. Come se celebrare i propri successi fosse un modo per bloccare il flusso degli obiettivi raggiunti. Confesso che questa modalità di pensiero mi stava stretta ma che non sono mai riuscita a capire come non farla diventare una mia credenza. E cosi me la sono portata dietro fino all’età adulta. Fino a che sono riuscita a cambiare punto di vista.

L’umiltà di restare studenti della vita

Celebrare i propri successi con l’idea di essere ancora sulla strada della scoperta. Non essere mai arrivato ma avere ancora tanto da imparare. Queste sono le caratteristiche di chi abbraccia l’umiltà. Sebbene ci abbiano spesso passato l’idea che una persona umile sia passiva, sottomessa e insicura, in realtà non è cosi. Le persone umili sono esattamente l’opposto.

Mantenere viva la passione anche quando…

A fine anno solitamente si fanno bilanci e oggi, che comincia l’ultimo mese di questo 2017, desidero condividere con voi pensieri e ispirazioni che mi hanno aiutata a mantenere viva la passione anche nei momenti critici. Perché sentirsi affaticati dal nostro stesso sogno non deve essere considerata una normalità. Il sogno – per quanto importante e sfidante – non ci affatica, il sogno ci rivitalizza. Se percepiamo la fatica allora ci sono altre dinamiche che intercorrono. La mancanza di fiducia, per esempio, o la paura di non farcela o la certezza che solo alcuni riescono a realizzare ciò che desiderano.

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