Ieri è stato un Beautiful Day a tutti gli effetti. Mi sono svegliata, ho fatto colazione e sono uscita di casa con la certezza che sarei tornata diversa. Perché? Non lo so. Forse i nomi presenti nel programma – alcuni però mai ascoltati su un palco – o forse perché semplicemente lo sapevo. Dentro di noi sappiamo sempre tutto. E infatti, ieri sera sono rientrata a casa con un’energia pazzesca. Avevo una voglia di fare incredibile e invece mi sono rilassata, sono andata a dormire con tanti stimoli in testa e con la voglia di capire da dove cominciare. Questa mattina, quando la mia sveglia delle 6.30 è suonata, avevo tutto chiaro in mente.

20150201_092613Da dove partire? Dal fare. Questo ho imparato ieri. Il Beautiful Day è stato illuminante e ha certamente rafforzato pensieri, idee e stimoli che già avevo percepito. Perché a volte serve che qualcuno te lo dica chiaramente. E quel qualcuno, ieri, sono stati tanti ospiti. Tante voci, tante teste, tanti cuori.

E’ stata una giornata speciale, questo lo avrai capito se eri presente o se hai seguito un po’ l’evento su Twitter o Facebook. Però la domanda che mi sono posta questa mattina appena sveglia è stata: “perché è stato speciale?”. Ho cercato di fare ordine mentre le notifiche dei social media affollavano il mio smartphone strappandomi mille sorrisi. Nemmeno troppo a fatica per la verità.

Molte di queste notifiche hanno dato la risposta al mio perché. Più di una risposta.

Per prima cosa il Beautiful Day è un evento speciale, che si svolge ogni anno da 10 anni, perché è organizzato con il cuore e con il vero intento di aiutare le persone presenti a prendere in mano la propria vita. E questo, credetemi, non è banale. Dopo anni di eventi, conferenze e seminari seguiti come giornalista posso confermare che quelli che hanno un’anima vibrante sono proprio pochi. E, sia chiaro, non è accaduto solo perché chi lo organizza – Ekis – è una società di coaching. Ho capito una cosa in questi due anni: c’è coaching e coaching. E questo è bene tenerlo in mente.

Il Beautiful Day è stato speciale perché ha dato voce a delle persone che si sono raccontate con autenticità. Ognuno di loro ha voluto condividere concetti, storie e suggerimenti con la platea presente. E io questo lo sentito come un dono. A ogni persona che è salita sul palco del Teatro dal Verme ho espresso la mia gratitudine per il solo fatto di essere li a raccontarsi e dare un messaggio di forza e di possibilità ai presenti. Perché se è vero che oggi da ogni parte ci arrivano messaggi negativi, è anche vero che ieri abbiamo scoperto che intorno a noi è pieno di opportunità. Come ha detto Rudy Bandiera durante il suo intervento

E l’onda va cavalcata, sapete? Lo penso davvero. Perché la nostra vita è nelle nostre mani. Possiamo sempre scegliere, sempre. Ho imparato, nella mia vita, che quando accadono momenti di grande difficoltà quello è proprio il momento giusto per fare la nostra scelta. Quello è il momento in cui il libero arbitrio può cambiare il nostro destino. Restare immobili è una possibilità, ma, come ha detto ieri Andrea Grassi “poi smetti di lamentarti però”.

Richard RomagnoliRichard Romagnoli ieri ha ripetuto questa frase a lui tanto cara. Una grande verità. Con la sua incredibile e unica energia è arrivato al cuore dei presenti e ha smosso qualcosa. Quel qualcosa che ti fa dire: da domani scelgo la felicità. E sono sicura che le 1500 persone che ieri erano al Beautiful Day hanno già scelto per il solo fatto di essere li. Cosa succede dopo? La felicità va allenata e con lei l’attitudine al cambiamento.

Il padrone di casa, Livio Sgarbi, lo ha detto chiaramente: assumiti la responsabilità, informati e cresci, agisci e continua a migliorare. Non c’è altro modo per restare felici. E, a pensarci bene, sono tutte cose che possiamo fare noi indipendentemente da quello che ci accade intorno a da quello che gli altri vogliono farci credere.

E a proposito degli “altri” ti voglio donare il consiglio di quella meravigliosa donna che è Giusy Versace
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Io l’ho fatto e ne ho tratto grande beneficio per due motivi: ho allontanato chi turbava il mio viaggio e ho visto cambiare chi, invece, ha percepito la mia nuova energia. Sta di fatto che oggi se mi guardo attorno ho accanto a me solo le persone che vorrei. E non è mica poco, eh?

E tutto questo, secondo te, “ha senso?” (come direbbe Livio Sgarbi)

Secondo me si! Ha molto senso!