Ho imparato, oggi, che quando un libro mi si presenta tra le mani o con parole udite significa che lo devo leggere. Non ci ho mai creduto come negli ultimi anni. Ogni volta che ho seguito la sincronicità degli eventi dalla lettura ho accolto grandi ispirazioni. In alcuni casi sono state pagine davvero illuminanti. Tra i libri che si sono presentati sul mio cammino c’è “Autobiografia di uno Yogi” di Paramhansa Yogananda. Un volume straordinario che ha scelto di entrare nella mia vita e che io ho accolto traendone grandi insegnamenti.

“Autobiografia di uno Yogi” è uno dei libri di cui più ho sentito parlare dalle persone che ho incontrato durante questo mio percorso di cambiamento. Lo hanno letto quasi tutte le persone che conosco. E per tutti loro, in maggiore o minor misura, è stata una vera esperienza.

Avendone tanto sentito parlare, la scorsa estate mi sono detta che forse era giunto il momento di leggerlo. Dopo qualche giorno l’ho ricevuto in dono da una persona meravigliosa che vive ad Ananda, il centro di Assisi che divulga i principi dell’antica scienza del Kriya Yoga e della realizzazione del sé cosi come sono stati trasmessi al mondo occidentale da Paramhansa Yogananda.

Quel momento per me è stato davvero emozionante. Non solo lo stavo ricevendo in dono qualche giorno dopo aver preso consapevolezza di volerlo leggere ma a donarmelo era stata una persona appena incontrata che ha scelto di vivere ad Ananda. Una persona con cui ho condiviso dei momenti di grande gioia e da cui ho ricevuto abbracci rassicuranti che ancora sento sulla mia pelle.

Ho portato con me a casa il libro con il cuore colmo di gratitudine. L’ho guardato e tenuto per le mani alcuni giorni prima di iniziare a leggerlo. Sentivo la sua energia e ne percepivo tutto il valore. “E se non sono in grado di accoglierne gli insegnamenti?” Chiedevo a me stessa.
“Saprai farlo, lasciati guidare” è stata la risposta che ho sentito dentro di me dopo essermi posta la domanda tre volte.

E’ stato allora che ho scelto di leggerlo.

E’ stato allora che ho intrapreso un viaggio sensazionale dentro una storia straordinaria ma, soprattutto dentro me stessa. “Autobiografia di uno Yogi” non è un libro. E’ un vero viaggio. Attraverso la storia della sua vita, il Maestro Yogananda ha trovato la chiave per entrare nella vita di ogni lettore. La semplicità di linguaggio, la limpidezza degli aneddoti e il meraviglioso uso della parola, fanno si che, dopo la lettura, ci si senta completamente diversi.

Personalmente ero già sulla strada della ricerca di una mia spiritualità, ma il viaggio con Yogananda mi ha aperto nuove porte, nuove consapevolezze e nuove straordinarie strade. Ho scoperto la purezza associata alla gentilezza, alla gratitudine e all’amore.

Ho visto crescere un giovane Yogananda mentre il mio Io più profondo cresceva con me.

Trovo molto difficile riuscire a recensire questo libro. Credo si tratti di una delle poche letture che ho incontrato sul mio cammino che vivano di una propria vita ogni qualvolta vengano intraprese. Se, fra qualche mese, dovessi riprendere in mano quelle stesse pagine, so che troverei nuove suggestioni.
“Autobiografia di uno Yogi” è un romanzo spirituale, un volume che non dovrebbe mancare nella libreria di nessuno. Certamente non di chi è alla ricerca di una propria evoluzione spirituale.

Leggendo ho compreso perché tante persone mi dicevano essere una lettura indispensabile. La sua capacità di trasformazione della coscienza di chi legge è incredibile. Leggendolo ci si rende conto di chi siamo e del perché siamo a questo mondo. E’ un libro talmente potente che comprendo anche perché sia stato letto da tanti personaggi influenti della nostra storia. Pensate che “Autobiografia di uno Yogi” è stato l’unico libro presente nell’iPad di Steve Jobs alla sua morte.

E’ tanto che voglio raccontarvi di questo viaggio tra le pagine, ho aspettato perché in questi giorni si festeggia il 70mo anniversario dalla prima pubblicazione e la casa editrice, per l’occasione, ha pubblicato un’edizione speciale con audio book e ritratto del maestro in omaggio. E oggi, tra l’altro, ricorre l’anniversario della morte di Yogananda avvenuta il 7 marzo 1952.

Se non lo avete letto, e siete capitati su questo articolo, ve lo consiglio dal cuore. Se ne conoscete già ogni parola forse è giunto il momento di rileggerlo o di donarlo a qualcuno che amate affinché possa compiere il suo viaggio interiore.