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Alice Cimini: “le cose che ho imparato”

fotoritrattoAliceVerrebbe da dire che io e Alice – una delle due menti che ha creato Twoorty.com – ci siamo incontrate per caso. Ma non è cosi. Primo perchè il caso nella mia vita non esiste e poi perchè con Alice abbiamo parlato di talmente tante cose belle e intriganti che viene impossibile pensare non si possa concretizzare qualcosa nel futuro breve. E se non dovesse accadere, l’averla conosciuta – grazie a questo blog peraltro – è già un ottimo traguardo di cui essere felici. Ragioniamo allo stesso modo, amiamo il nostro lavoro, viviamo di passioni, sorridiamo, alimentiamo idee più o meno folli. Insomma, io, Alice, tra i miei Graditi Ospiti la volevo proprio!

Vado in vacanza con il mio lavoro. E ne sono felice!

computerbeachEro in Sardegna a godermi mare, sole, relax e qualche ora di lavoro con una vista impareggiabile. Si, ho portato il pc perché avevo un lavoro da finire – che non ho finito ma ci sto lavorando! – e ho lavorato quando tutti dormivano. “Ma scusa che vacanza è?” mi ha chiesto qualcuno. E cosi sono partite le mie riflessioni sul mio lavoro e sulla passione che si cela dietro esso.

Regali inattesi – di Lino Vuotto


Il  venerdì da queste parti non è tale se non porta la firma di Lino Vuotto. Anche oggi – che sono in Sardegna a godermi una settimana di relax con la mia famiglia e degli amici intervallato da qualche ora di lavoro notturno – Lino c’è. E vi dirò di più: a proposito di regali inattesi lui questa sera me ne ha fatto uno. Abbiamo cenato in un agriturismo sardo consigliatomi proprio da Lino. Ne approfitto per dirgli grazie pubblicamente per la cena a Sa Burgia di Villasimius. Ma questa è un’altra storia. In questo post si parla sempre di New York… e di regali inattesi.

Gloria Vanni e il piacere della condivisione

3. gloria vanni risata ok ©franco pizzochero

Io e Gloria bazzichiamo più o meno lo stesso settore da diversi anni. Forse ci siamo anche incontrate in diverse occasioni: non viaggi, me ne sarei ricordata, ma serate si. Ma il nostro vero incontro è stata la rete: si, proprio quella cosi effimera, cosi poco concreta – secondo alcuni – cosi apparentemente futile. Lei si è imbattuta nel mio blog e mi ha invitata a scrivere un guest post. Cosi io ho scoperto il suo LessIsSexy.com trovandolo originale, puro, semplice ma con molta sostanza. E cosi ci siamo scritte, ho ricambiato l’invito qui, ci siamo parlate anche al telefono. Una lunga telefonata in cui ci siamo dette molto: quanto è cambiato il nostro lavoro di giornaliste tradizionale, la passione per i nostri rispettivi blog, le opportunità della rete e la bellezza della condivisione. Ecco, quest’ultimo concetto ci accomuna molto. E quindi…potrebbe anche accadere che nasca un progetto insieme. Di sicuro cominciamo con il dirci “io ci sono per te!”. Il resto lo vedremo.

Per aiutare chi è in difficoltà avete mai pensato alla pizza sospesa

pizzasospesaQuanto mi piacciono le iniziative di sostegno a chi è in difficoltà che nascono dal basso. Oggi parliamo di pizza, di aiuto e di creatività solidale. Avete presente il caffè sospeso? E’ una tradizione napoletana secondo la quale una persona beve un caffè e ne paga due per i clienti successivi. Immaginate la stessa cosa fatta con la pizza. Succede a Foggia e precisamente alla pizzeria Passo d’Orta a Orta Nova.

Quella magica scoperta di Strand Bookstore – di Lino Vuotto

strand-broadwayE se poi Lino mi associa New York e libri, beh, io non resisto. Mi commuovo, leggo tutto d’un fiato e sorrido. Ammetto che questa volta ho anche scoperto un luogo della Big Apple che non ho mai visitato… quindi tocca organizzarsi. Grazie Lino per questo viaggio, come sempre meraviglioso.

Le vacanze che a 15 anni non amavo e oggi hanno un valore inestimabile

foto 12Io a Sacco a non ci volevo andare. Quando arrivava la fine di luglio cominciavano i preparativi per la partenza. Mia mamma alle prese con i bagagli, mio papà con la mente alla macchina e al lungo viaggio che ci aspettava, mia sorella giocava e io mi chiedevo “perché devo andare a Sacco anche quest’anno… mi annoio!”. La partenza per andare dai nonni. A Sacco. Un paesino che per me era assolutamente noioso, triste, senza una minima energia. Cercate di capire: avevo 15 anni. E andavo a Sacco dalla nascita, quindi… fate due conti.

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