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Happier: il social network dei momenti felici

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La felicità corre sui social network. Lo diciamo sempre: le notizie positive postate su Facebook e Twitter vengono lette con più interesse, condivise e arricchite da numerosi like. Molti sono anche gli studi che evidenziano come tutti noi siamo più felici di condividere cose belle, esperienze, vacanze, momenti di serenità che non attimi di vita complicata. Quindi, che fanno gli americani che sono sempre super avanti? Inventano il social network della felicità. Si chiama Happier ed è nato lo scorso febbraio a Boston.

Si cambia partendo dalle piccole cose

freeeeeeIn questo periodo di solito ci si sente abbastanza stanchi e pronti alle vacanze estive. Non si ha tanta voglia di impegnarsi in un cambiamento vero e proprio. Il classico “a settembre prendo in mano la mia vita” è in agguato. Vi lancio una sfida: anche se siamo a fine luglio proviamo a cambiare ora e facciamolo partendo dalle piccole cose quotidiane. Il nostro obiettivo deve essere quello di tornare a sorridere alla vita che ci appartiene.

Frutta e verdura allungano la vita

fruitCe lo dicono le mamme da sempre e per molti di noi è diventata abitudine. La frutta e la verdura aiutano a stare bene. Cinque porzioni di frutta, questo il quantitativo che dovremmo mangiare ogni giorno. Perchè? Uno studio del Karolinska Institut di Stoccolma ha rilevato che questo è il quantitativo perfetto per allungare la vita di tre anni. Non male, eh?

Non entro nel merito della ricerca – vi basti sapere che è stata condotta su 71mila uomini e donne di età compresa tra 45 e 83 anni per un periodo di 13 anni – ma arriviamo al risultato. Secondo l’indagine, pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, queste fatidiche cinque porzioni quotidiane aumenterebbero la vita in media di 37 mesi. Una porzione al giorno di frutta ad esempio aumenta la speranza di vita di 19 mesi, mentre tre porzioni di verdura di 32.

Ovviamente questo vale se si conduce uno stile di vita sano.

Quella volta che…la tavola era imbadita a New York – di Lino Vuotto

tacchinoPiù che di sapori si parla di tradizioni. Più che di pranzi in famiglia di vere e proprie feste dell’abbondanza. Lino oggi ci fa tornare indietro di qualche anno: vecchi ricordi riaffiorano nella sua mente e anche nella nostra. Che bello quando il nonno ti diceva “mangia, assaggia”…per loro era sempre poco quel che mangiavi. Ovviamente siamo sempre nella Grande Mela.

Tabbid: la start up che genera lavoro

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Direte ancora start up? Certo. Io le amo perchè sono un segnale più che positivo. Perchè immettono energia nell’aria e perchè sono il frutto di menti creative che hanno avuto il coraggio di buttarsi. Quindi, sappiate che qui troveranno sempre spazio. Le start up sono il sale di questo momento storico. E lo è anche Tabbid.com. In questo caso, poi, parliamo di un progetto che genera lavoro e regala il tempo libero. Come è possibile?

Alessandro Marras: ecco come ho cominciato a fare il lavoro dei sogni

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Che lavoro fai? Il prova esperienze. Da qualche mese Alessandro Marras, 29enne di Bolzano, risponde cosi alla domanda. Non male eh? Un lavoro che tutti vorrebbero fare. Come ci è riuscito? Ha perseguito un sogno, partecipato al contest “Il lavoro dei sogni” di Emozione3, brand italiano specializzato in cofanetti regalo e nella gift experience, e ha vinto. Il suo ruolo, per un anno e con retribuzione, è quello di vivere le esperienze inserite nei cofanetti e recensirne alcune con foto e video per darne testimonianza. In questa intervista ci racconta come è andata e ci parla di sogni da realizzare, di tenacia, di fiducia e passione.

Stefano Gianuario : «Perché le cose belle stanno in equilibrio»

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Oggi, sul divano virtuale delle buone notizie, si accomoda Stefano Gianuario. Un amico, un collega, una delle persone che stimo di più. Stefano è una buona – buonissima – penna, arguto nell’interpretare le notizie. Certo, è un giornalista, direte. Si ma anche qualcosa di più, aggiungo io. Chi lo conosce sa cosa intendo. Credo, semplicemente, che sia un artista e come tale abbia la capacità di rendere unico ogni suo lavoro. Sia esso un articolo, un racconto, un romanzo o un pezzo di musica. Già, perchè Stefano è anche cantautore. Lo so, ora starà leggendo sorridendo e passandosi una mano sul mento. “Assu, sono lusingato”. Che posso dirti Ste lo penso davvero. E lo sai. E poi, ti ho chiesto di passare di qua con qualcosa di tuo e mi hai detto un si cosi entusiasta che sono io quella lusingata. Quanto a voi, miei cari…godetevi queste parole e capirete di cosa parlo.

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