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L’invidia non è un sentimento positivo. A meno che…

Quando sento uscire dalla bocca di una persona amica la frase “come ti invidio” ci resto sempre un po’ male. E se quella persona aggiunge un “in senso buono ovviamente” la delusione aumenta. Si perché significa che inconsciamente quella persona è consapevole che l’invidia è in realtà un sentimento negativo e pertanto prova a rifugiarsi in una blanda giustificazione. Purtroppo siamo di fronte a un modo di dire ormai entrato nel nostro quotidiano a tal punto da perdere di vista il significato della parola in sé. Cosa che, ahimè, accade sempre più spesso.

Vi siete mai trovati in una “giornata limbo”? Serve uscirne in qualche modo.

puntodomandaGiornate limbo, a volte esistono anche loro. Sono quelle giornate, per intenderci, in cui sembra di essere in uno stato indefinito in cui non si procede, in cui si percepisce che qualcosa non va e non si sa bene cosa fare. Queste giornate capitano a tutti. Se sono isolate si gestiscono velocemente e con piccoli accorgimenti. Se invece si prolungano trasformandosi in settimane o mesi allora il lavoro è più lungo e occorre maggiore costanza e dedizione. Proviamo ad affrontare la giornata singola.

PaxPress: quando mantenere vivi i ricordi fa bene

paxpressIl passato non si può cambiare, inutile piangerci sopra. Questo quel che leggete spesso in questo blog e sui siti del pensiero positivo. Ma il passato, badate bene, si può – anzi si deve – ricordare in tutta la sua meraviglia. La vita è il presente che poi diventa passato. Quello negativo deve essere lasciato andare ma quello positivo che ci ha reso felici, ci ha fatto crescere e regalato sorrisi ed emozioni, ecco quello dobbiamo preservarlo. Questa è la mission che si cela dietro a un progetto che a me piace molto: PaxPress.

Bambini: educateli alla noia e al tempo perso

Questo post mi è venuto in mente parlando con un po’ di mamme amiche o semplici conoscenti. In comune tra loro l’inizio della scuola. Io e Giulia – due anni e otto mesi – siamo ancora al primo anno di scuola materna, ma le mamme di cui parlo hanno figli alle scuole elementari. Questo significa non solo compiti ma anche la ripresa di tutte le attività sportive, educative e simili con cui riempire il tempo libero – poco peraltro – dei piccoli di casa. Le domande che mi sono sempre posta in merito alla quotidianità dei bambini si possono riassumere in una: “ma non fanno troppe cose?”.

Eventi Italia: imparare le affermazioni positive con Sujith Ravindran


Nonostante tutti i buoni propositi ogni tanto si cade nella rete dei cattivi pensieri: “ma perché sono cosi sfortunato?”, “è possibile che capitino tutte a me?”, “ho avuto una giornata bruttissima” o “è un periodo negativo”. Sapete una cosa? Proprio queste domande e affermazioni creano ulteriori momenti negativi, eventi sfortunati e cose brutte. Abbiamo un’arma che spesso, troppo spesso, non usiamo: il pensiero positivo con le sue affermazioni.

Sentire la mancanza

Sentire la mancanza di qualcuno: cosa significa?

“Il mancarsi è già un appartenersi” ho letto questa mattina su Facebook. Una citazione della scrittrice Lailly Daolio che mi ha portato a qualche riflessione che vorrei condividere con voi. Il sentimento di mancanza è uno di quelli che più ardentemente proviamo nella nostra vita. Ci manca una persona amata, un’amica o amico, un genitore o un figlio ma ci mancano anche paesi e luoghi, situazioni e sentimenti. E’ appartenenza? Si, quel che ci manca è sicuramente parte della nostra vita e della nostra esistenza. Lo è stato o lo è.

La Danimarca, paese più felice del mondo. E dire che il sole non splende come in Italia

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Avrete certamente letto in questi giorni la classifica del World Happiness Report 2013. Un lavoro prezioso che, da due anni, viene svolto dall’Onu. L’obiettivo è analizzare i Paesi del mondo per fare il punto sul livello di felicità. Come ogni classifica che si rispetti, anche questa vanta notizie buone, meno buone e cattive. La buona notizia coinvolge la Danimarca, risultato il paese più felice del mondo, la Norvegia e la Svizzera che seguono nell’immediato. Meno entusiasmante è, per noi, leggere che l’Italia è scesa dal 28mo al 45mo posto ma forse ne avevamo il sentore. La brutta notizia è quella che coinvolge paesi come il Togo che si trovano in fondo alla classifica.

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