• assunta@assuntacorbo.com

Author Archive assunta

Felicità: sei sicuro di sapere cosa sia per te?

Dimmi  cosa ti renderebbe felice e ti dirò che non è cosi. Esiste una certezza ed è questa: tutti cerchiamo la felicità. Ma ne esiste anche un’altra: tutti  crediamo di sapere cosa ci renderebbe felici davvero e poi scopriamo che non è cosi. Abituati a non essere felici pensiamo che la gioia nella nostra vita possa arrivare solo se accadano determinate cose. Prima di proseguire nell’articolo fermati a riflettere: cosa ti renderebbe felice?

Giornata Mondiale della Gentilezza: come si può essere più gentili?

Cosa significa essere gentili? Credo che il modo migliore per definire l’atteggiamento della gentilezza sia “essere aperti al mondo”. Quando siamo aperti osserviamo il mondo che ci circonda, notiamo più cose straordinarie, apriamo il cuore agli altri e ci viene spontaneo amplificare la nostra gentilezza. Anche coltivare la gratitudine è un ottimo modo per essere gentili: diversi studi scientifici hanno dimostrato che le persone grate sono più predisposte all’empatia e a compiere dei gesti altruisti. Ma si può diventare gentili o incrementare questa attitudine? La Giornata Mondiale della Gentilezza ci offre l’occasione per qualche riflessione.

Richard Romagnoli e Pier Mario Biava: è tempo di Happy-genetica

Ridere fa bene. Avere pensieri positivi fa bene. Provare gratitudine fa bene. Non c’è ricetta migliore di un buon atteggiamento per affrontare la malattia e prevenire i nostri disturbi. Ho letto molto su questo tema e ho ascoltato tante parole. La questione, però, è sempre la stessa: come si fa concretamente a coltivare uno stato positivo quando si è nella malattia? La risposta a questa domanda l’ho trovata confrontandomi con due grandi menti della nostra bella Italia: Richard Romagnoli, esperto mondiale di Laughter Therapy e il prof. Pier Mario Biava, medico e ricercatore scientifico sul cancro.

Diario della gratitudine: cosa ho imparato.

Oggi è il terzo anniversario del mio diario della gratitudine. Si, 3 anni fa iniziavo con fatica, curiosità e dedizione a portare nella mia vita l’abitudine felice al diario della gratitudine. In questi 3 anni sono successe tante cose nella mia vita. Molte di queste meravigliosamente belle, altre faticose, altre ancora di grande lavoro. Tutte hanno trovato posto tra le pagine del mio diario portando a me stessa benefici incredibili.

24 ore di risate per la vita: tentativo di Guinness World Records benefico

Provate a pensare a quante volte ridete in un giorno. E ora immaginate di ridere per fare del bene a una persona che sta affrontando una sfida importante. E infine immaginate anche di ridere per 24 ore. Non so voi ma io sento già il forte potere della risata quello che renderà speciale l’atmosfera del tentativo di Guinness World Records “24 ore di risate per la vita” che si svolgerà il prossimo novembre a Reggio Emilia.

La buona notizia è che c’è la pausa

La buona notizia è che c’è la pausa. Vorrei proporvi una riflessione su questa affermazione che gira nella mia testa in questi giorni. La scorsa settimana ho ricevuto molti doni. Ho partecipato al corso “Power. Catch Your Destiny” di Richard Romagnoli condividendo il mio tempo e lo spazio con persone straordinarie. Da ognuna ho imparato qualcosa, nella storia di ognuno mi sono vista riflessa in una o più parti. Richard ci ha guidati alla scoperta del nostro potere interiore per migliorarci e vivere la vita che desideriamo. Ma cosa c’entra la pausa in tutto questo?

Diego Piacentini e il suo “give back” , o anche detto gratitudine

Il mio Paese mi ha donato tanto e io trovo il modo di restituire ciò che ho ricevuto in una forma a me consona. Un’immagine che potrebbe apparire utopica o che forse desterebbe tante polemiche e lamentele. Perché a livello superficiale non ci verrebbe mai di ringraziare lo Stato. Eppure soffermandosi sui dettagli qualcosa per cui dire grazie potrebbe davvero esserci. Negli Stati Uniti questa idea della restituzione di un dono è molto forte. Lo è a livello personale ma anche con le istituzioni. Si chiama give back. Una forma straordinaria ed elevata di gratitudine. Quella che ha spinto Diego Piacentini, manager internazionale, a prendere una decisione fuori dagli schemi ma di grande esempio.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: